« Il mondo dello spettacolo», spiega Carusi, «rappresenta un incarnato del mondo della cultura. Una partitura se non è suonata non prende forma, un testo teatrale se non è recitato non esiste, così come una coreografia, un copione di un film. Quindi, far tacere il mondo dello spettacolo significa rischiare di dare un colpo mortale alla nostra cultura. Ecco perché lo Stato deve prendersi cura della nostra cultura per poterla traghettare al di là dell’oceano tempestoso e mortale di questa pandemia. Esattamente come hanno fatto nel medioevo i religiosi che nei loro scrittoi e nelle loro biblioteche si sono presi cura, copiandoli a mano, dei grandi testi classici facendo in modo che arrivassero a noi, per evitare che nei secoli bui andassero persi […] »

IL CENTRO > 12 FEBBRAIO 2021 pag. 5 [di Domenico Ranieri] Il mondo della cultura e dello spettacolo trova un posto intorno al tavolo della politica che verrà. Al cospetto del presidente del consiglio incaricato Mario Draghi. E lo fa grazie a un pezzo d’Abruzzo, in prima linea nel sostegno di chi oggi, in Abruzzo e in Italia soffre da un anno per lo stop a un settore intero, dal cinema alla musica, al teatro, all’arte. Il pianista di Celano Nazzareno Carusi, tra le altre cose consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala, vice presidente della Fondazione Orchestra regionale Toscana e direttore artistico della Società della musica e del teatro “Primo Riccitelli” di Teramo, ha partecipato alle consultazioni a Montecitorio insieme a Carlo Fontana, presidente dell’Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), e a Mario Lorini, presidente dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici). 

«Ringraziamo il maestro Nazzareno Carusi, che, di sua iniziativa, si è reso interprete dell’esigenza di un confronto con il nostro comparto», ha evidenziato Fontana. L’incontro con Draghi è durato una ventina di minuti, che sono stati un tempo congruo per sottolineare le gravi difficoltà in cui versa il mondo della cultura e dello spettacolo. «Come rappresentanti del mondo dello spettacolo», dichiara Fontana, «abbiamo rivolto un grande ringraziamento al presidente del Consiglio incaricato professor Mario Draghi per l’attenzione che ha dimostrato nei confronti del nostro mondo, che come è noto è stato tra i più colpiti durante la pandemia. Come Agis abbiamo insistito su quelle che sono le urgenze del nostro settore, ed in particolare quella della riapertura dei luoghi di spettacolo. Su questo tema abbiamo chiesto che si possa programmare ed adeguatamente sostenere attraverso azioni di incentivazione e promozione, dal momento che il riavvio sarà molto difficile. Ci aspettiamo quindi di proseguire nel deciso sostegno nei confronti del nostro settore, verso il quale il professor Draghi ha espresso piena disponibilità». 

Nazzareno Carusi esprime parole di soddisfazione dopo l’incontro. «Ho notato l’immediata risposta del presidente del consiglio alla nostra sollecitazione», dichiara, «la sua totale disponibilità all’ascolto di quelli che sono i problemi della cultura e dello spettacolo in questa pandemia. Il presidente ha mostrato una straordinaria presa d’atto e di posizione nei confronti del nostro mondo che mai prima era stato ascoltato. Come sottolineato da più parti questa è stata una data storica». Circa le modalità dell’incontro Carusi ha aggiunto che «il presidente Fontana ha espresso i problemi del settore in maniera magistrale, mentre Draghi ha preso appunti mostrando grande attenzione». 

«Dopo l’ottimo intervento di Lorini», spiega, «ho chiosato con un riferimento onirico per il fatto che il mondo dello spettacolo rappresenta un incarnato del mondo della cultura. Una partitura se non è suonata non prende forma, un testo teatrale se non è recitato non esiste, così come una coreografia, un copione di un film. Quindi, far tacere il mondo dello spettacolo significa rischiare di dare un colpo mortale alla nostra cultura. Ecco perché lo Stato deve prendersi cura della nostra cultura per poterla traghettare al di là dell’oceano tempestoso e mortale di questa pandemia. Esattamente come hanno fatto nel medioevo i religiosi che nei loro scrittoi e nelle loro biblioteche si sono presi cura, copiandoli a mano, dei grandi testi classici facendo in modo che arrivassero a noi, per evitare che nei secoli bui andassero persi». Non è mancato un riferimento all’aspetto psicologico della riapertura. «Non sarà di facile soluzione», ha concluso Carusi, «perché c’è una componente psicologica dietro l’apertura di un momento così difficile. A New York il primo sold out al Metropolitan dopo l’attentato alle Torri gemelle arrivò 10 anni dopo. Draghi ha parlato di disastro culturale a causa della pandemia ed è evidente che un’apertura così chiara, attenta e sincera al mondo dello spettacolo rappresenta un momento storico». 

Nel giugno dell’anno scorso anche l’attore marsicano Lino Guanciale aveva lanciato attraverso il Centro un appello per chiedere di sostenere il comparto cultura e spettacolo. 

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