PANORAMA > Web > 11 ottobre 2019 – Un mese fa ero con Davide Rondoni a Jesi per un récital al Festival Pergolesi. A cena, con noi e altri, c’era una ragazza che parlava poco; ed era questo a farla bella più di quanto la bellezza sua potesse.

Così ho preso, incuriosito, il suo piccolo volume di poesie. Un libro sorgivo e molto grezzo, lo definisce lei. E sarà vero. Sarà modestia. O sarà l’anno che è passato da che lo pubblicò, e che per una ventiduenne è un eone fa. Però se le parole hanno una musica, allora “Sul crinale” di Flaminia Colella (Aletti Editore, 2018, pagg. 62) è una serie d’armonie che a me pare non abbiano bisogno d’altro che di sé.

Perché “amo questa carta, / il senso stesso di incertezza, / il cogliere nel vuoto / una parvenza di risposta”, come canta lei di “Straordinaria incertezza”. E poi “Bruciano”, che scintilla come il fuoco di Scriabin: “Bruciano / i campi di grano / in estate / e la tua mano / e ciò che tocca. / Bruciano / i deserti / nelle attese. / […] / Bruciano / le ore / nel silenzio. / Bruciano / e già so / che mi dimentichi. / Io piango”. E poi ancora “C’eri tu e non ti vedevo”, a nota monotòna e ossessionata dentro una melodia a carezza – “C’eri […] / C’erano […] / C’era […]” – come fosse il La bemolle della “Goccia d’acqua” di Chopin: monotòno e ossessionato fin che “resta / la speranza / di ritrovarti ancora, / intatta”.

In ultimo, la falcata alla luce bianca della fine. “Voglio dirti una parola che ti infiammi” suona, letteralmente, come Schumann. Visionaria, feroce, potente, dolcissima. Ciò che per Furtwängler faceva che “nella grande opera d’arte e nel grande artista non esistono né possono esistere separazioni fra la sensualità e lo spirito”.

Ecco. E tanto basta.

Nazzareno Carusi

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Voglio dirti una parola che ti infiammi

Voglio dirti 
una parola 
che ti infiammi. 
Non una qualsiasi, 
ma la sola 
che ti strappi 
alle tue mutrie 
incallite,
ti costringa
a dimenticare
i drammi.
Voglio dirti
una parola che
ti inganni
sul tuo involucro
malato,
che rigeneri
dal fondo
tutto lo spirito
muffito.
Voglio dirti
una parola
che ti squassi,
che ti spacchi
il cuore
in due,
perché infine
ci sia luce
e ti raggiunga
lo stupore.

da “Sul crinale”, di Flaminia Colella (Aletti Editore, 2018)
PANORAMA > Web > 11 ottobre 2019
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