Cartellone “ridotto” per il Covid ma programma ricco. Sul palco anche Beatrice Rana, Fabrizio Bosso e Sergio Cammariere

LA CITTA’ > 9 ottobre 2020 > Cultura > Pag. 19 – TERAMO La Riccitelli c’è e fa sentire la sua voce forte e chiara, nonostante le mascherine che non sono mancate (com’era giusto che fosse) nemmeno nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione concertistica, che si è tenuta ieri nella nuova sede della Società, in corso Cerulli, a Teramo, con la presidente Alessandra Striglioni ne’ Tori e il direttore artistico Nazzareno Carusi. Presenti anche, fra gli altri, il presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante e gli assessori comunali di Teramo Andrea Core (Cultura) e Antonio Filipponi (Eventi). 

Una stagione, quella presentata ieri, inevitabilmente condizionata dal preoccupante rimontare del Covid, e che però, paradossalmente, nel Covid trova un punto di forza: perché con i sette concerti che inizieranno il 24 ottobre e che andranno avanti fino al 18 dicembre, la Riccitelli mostra i muscoli e, sia pure nei limiti di un cartellone necessariamente ridotto (però attenzione: in proporzione gli appuntamenti  sono decisamente numerosi), riafferma la centralità della cultura come motore civile e come collante sociale, per dire “no” e resistere alla prepotenza di un periodo che non può tacitare la musica. A dirlo con chiarezza è stato il direttore artistico Carusi: «Quest’anno abbiamo scelto un motto: La nostra musica. La scelta della prima persona plurale non è stata casuale, perché mai come in questo momento dobbiamo essere uniti e darci forza gli uni con gli altri. E cosa può unirci meglio della cultura e della musica? La Nona di Beethoven a un certo punto esplode come un sole che ci attraversa. La cultura fa la stessa cosa: ci conquista e ci unisce». 

«Sarà una stagione diversa. Il Covid ha modificato le abitudini e il pensiero di tuttinoi – ha dichiarato la presidente della Riccitelli Alessandra Striglioni ne’ Tori – ma non per questo dobbiamo rinunciare a quegli appuntamenti che arricchiscono la nostra comunità e la nostra vita quotidiana. Poter ascoltare un buon concerto, ora più che mai, ha un significato importante non solo per la qualità e il valore degli artisti ospitati ma, più ancora, per il nostro stesso essere comunità e il nostro voler mantenere i riferimenti, soprattutto culturali, che danno un senso a queste giornate così strane, potremmo dire in certo qual modo sospese». 

I nomi degli artisti che siesibiranno a Teramo non hanno bisogno diparticolari presentazioni, vista la fama che li accompagna: la pianista Beatrice Rana (il 24 ottobre alle 18,30 nell’aula magna dell’Università di Teramo); Dalia Dedinskaite (violino), Gleb Pysniak (violoncello) e Tadas Motlecius (fisarmonica) dell’ Ars Lituanica Trio (il 15 novembre alle 18,30 nella sala polifunzionale della Provincia); il violoncellista Alessio Pianelli e il pianista Mario Montore (il 27 novembre alle 18,30 nella sala polifunzionale); i Solisti Aquilani con il violinista Alessandro Milani, il violista e Luca Ranieri (il 5 dicembre alle 21 nel Duomo di Teramo); doppio appuntamento beethoveniano il 9 e il 10 dicembre (entrambi i concerti alle 18,30 nella sala polifunzionale) per il 250esimo anniversario della nascita del genio tedesco, il primo con il pianista Olaf John Laneri (vincitore del Premio Busoni) e il secondo con il Quartetto Adorno, con Edoardo Zosi (violino), Liù Pellicciari (violino), Benedetta Bucci (viola) e Danilo Squitieri (violoncello). Si chiude in bellezza il 18 dicembre (ma c’è ancora da stabilire dove si terrà il concerto) con un duo d’eccezione composto da Fabrizio Bosso (alla tromba) e da Sergio Cammariere (pianoforte e voce).

«Gli artisti invitati sono vari – ha spiegato Nazzareno Carusi – ma sono tutti dei nomi di prima qualità. Abbiamo voluto come ospiti innanzitutto coloro che nella scorsa stagione hanno perso la possibilità di esibirsi con noi per via della chiusura causata dalla pandemia. Il fatto di invitare i musicisti che hanno dovuto rinunciare a suonare nei mesi scorsi per la Riccitelli è a nostro avviso un doveroso gesto di giustizia verso un mondo, qual è appunto quello dell’arte, che è stato particolarmente colpito e penalizzato dalla pandemia e dalle conseguenze che ne sono derivate nel mondo dei concerti e degli spettacoli. Gli appuntamenti non recuperati nella stagione autunnale – ha aggiunto Carusi – saranno comunque presenti nella programmazione del 2021. In generale, come Riccitelli, stiamo proseguendo il cammino tracciato da Maurizio Cocciolito e lo facciamo nel segno di una scoperta continua di una strada che è stata costruita sin dalla prima delle nostre 43 stagioni concertistiche. Ma nel 2021 proporremo anche incontri con personalità della cultura che inviteremo a Teramo per parlare della Bellezza, ciascuno secondo il proprio specifico campo di lavoro: Ferruccio de Bortoli, che è stato direttore del Corriere della Sera, monsignor Federico Gallo, direttore della Biblioteca Ambrosiana, il virologo Roberto Burloni e lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco». Alla domanda se la presenza dell’intellettuale siciliano sia in qualche modo legata al suo ruolo di presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, Carusi risponde che «non c’è un legame in questo senso; con Buttafuoco c’è invece un legame di profonda stima professionale che ci unisce ed è alla luce di questi aspetti che abbiamo pensato al suo nome». Dopo aver illustrato quella che è la sua prima stagione concertistica con la Riccitelli, Nazzareno Carusi non ha mancato disottolineare il ruolo decisivo delle professionalità in forza alla Società: «Sono autentiche risorse, persone senza le quali non sarebbe stato in alcun modo possibile realizzare il cartellone». 

Simone Gambacorta 

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