Rustioni parla poi dell’Ort come di «un grande alleato» in questa voglia di rinascita e di ritorno alla normalità: «Ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà indotte dal Covid riprendendo, subito dopo il lockdown, una densa attività concertistica. E di questo dobbiamo anche esser grati a Nazzareno Carusi.


CORRIERE FIORENTINO > 30 settembre 2020 > Culture, pag. 17 > di Francesco Ermini Polacci – C’è ancora chi ricorda con simpatia di quando un giovanissimo Daniele Rustioni, appena uscito dai corsi della Chigiana, diresse per la prima volta i professori dell’Orchestra della Toscana, e che questi lo trattarono con una certa sufficienza. Al punto da fargli venire qualche dubbio se continuare o meno su quella strada. Poi però dell’Ort Rustioni è diventato direttore ospite e principale, per 9 anni, e proprio in questi giorni ne è stato nominato direttore laureato e direttore artistico. L’intesa, insomma, si è consolidata.

«Un direttore artistico ha la responsabilità della programmazione, ma l’obiettivo principale sono la condivisione e il dialogo: è fondamentale stabilire complicità e armonia con i professori dell’Ort e con tutta la Fondazione», dice il maestro Rustioni presentandosi ufficialmente a pubblico e stampa. «Non abbiamo voluto scegliere solo un nome, ma un progetto», ha affermato Maurizio Frittelli, presidente della Fondazione Ort, nell’introdurlo. E la nomina porta anche ad un piccolo riassetto nel team. «Giustamente qualcuno si è chiesto come potessi conciliare gli impegni da direttore d’orchestra con il nuovo incarico, una domanda che in effetti mi sono fatto anch’io. Ma, causa pandemia, tanti concerti e opere sono stati cancellati dalla mia agenda, e comunque potrò avvalermi della collaborazione di un assistente alla direzione artistica e di un coordinatore artistico: Paolo Frassinelli e Cristian Carrara».

Frassinelli, già direttore dei servizi musicali, ha da diversi anni un ruolo centrale in casa Ort; Carrara, la new entry, è un compositore, ha avuto un ruolo politico (quota PD) come presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, ed è il direttore artistico in carica del Teatro Pergolesi di Jesi. Rustioni ha poi dato qualche cenno alla prossima programmazione, che verrà comunque illustrata a novembre: «L’Ort è un’orchestra duttile, assieme abbiamo costruito un repertorio nuovo, e certo andremo avanti in questa direzione. Ma non dobbiamo dimenticare il percorso di attenzione alla musica contemporanea portato avanti da Berio, Bennici e Battistelli. Così come dobbiamo continuare a valorizzare il repertorio italiano, quello del Novecento storico (Rustioni e Ort hanno realizzato anche importanti incisioni dedicate a Ghedini, Petrassi, Casella ndr) ma anche quello ottocentesco».  E annuncia anche una stagione che avrà attinenze musicali con i 700 anni dalla morte di Dante, che ricadono nel 2021. Confermati gli incarichi alle tre direttrici indicate da Giorgio Battistelli, Eva Ollikainen (principale), Nel Venditti e Beatrice Venezi (ospiti). «Non bisogna poi dimenticare – ha proseguito Rustioni – che in questo 2020 così particolare l’Ort compie 40 anni, ed è il momento giusto per ricostruirla con un pensiero nuovo intorno al concetto stesso di orchestra. Qui si sono riconosciuti e poi valorizzati i giovani talenti: il compianto Andrea Tacchi quando è entrato a far parte dell’orchestra, appena nata, aveva solo 27 anni».

Rustioni parla poi dell’Ort come di «un grande alleato» in questa voglia di rinascita e di ritorno alla normalità: «Ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà indotte dal Covid riprendendo, subito dopo il lockdown, una densa attività concertistica. E di questo dobbiamo anche esser grati a Nazzareno Carusi per il lavoro svolto nella gestione artistica». L’importante, e sono parole sue, «è rispondere ai momenti di crisi progettando, guardando sempre avanti». 

Francesco Ermini Polacci

© Riproduzione Riservata

CORRIERE FIORENTINO > 30 settembre 2020 > Culture > Pagina 17
CORRIERE FIORENTINO > 30 settembre 2020 > Culture > Pagina 17